E’ morto il nostro amico Frank

Il prof. Frank  Belloni  da Richmond, Virginia, U.S., se ne andato  ieri, dopo breve ed inesorabile malattia, ma resterà sempre nei nostri  cuori e nei nostri ricordi. L’avevamo  conosciuto nel 1990, quando,  per conto  dell’ Università della  Virginia, Lui politologo, era  venuto in Italia a studiare l’evoluzione  del partito comunista italiano,  appoggiandosi alla Università Europea di  Firenze. Li  aveva trovato il nostro annuncio ed aveva affittato  per alcuni mesi la  nostra casa, insieme alla moglie  Debra. Si era  presentato con una  vecchia Skoda, rosso sbiadito, ed alla mia domanda su come un americano potesse viaggiare su tale vettura, mi aveva candidamente risposto: ” negli Stati Uniti io sono “democratico”, se fossi qui, sarei “comunista” e poi non me la rubano, come quella che avevo l’altra volta, che venni”. Diventammo subito amici, gli piacevano i piatti di mia moglie, la spalla, la pasta e fagioli, i tortelli ed era molto, molto simpatico. La sua espressione di meraviglia “davvero?”, che ripeteva ad ogni sua nuova scoperta, quando arrivava, la sento ancora rimbombare nelle mie orecchie un po’ sorde.  Una volta, quando stava da noi, gli feci un grosso dispiacere: tirai il collo ad  un galletto mugellese che la mattina  presto lo svegliava: “se sapevo che l’avresti ucciso, sarei stato zitto”, così mi disse, molto dispiaciuto.  Andammo a lungo in giro, a cercare una  casa da comprare, rimanemmo in contatto e  ogni due, tre  anni  veniva  a trovarci insieme  alla moglie. L’ultima  volta che venne da noi, poco più di un anno fa’, lo presentai  al Sindaco Alberto Bencistà e sia lui che la moglie furono molto contenti di essere ricevuti dal Primo Cittadino ed ancora di più,  perché si trattava di un vero “ex comunista”. Ho  ritrovato una  sua lettera di quando  alla vigilia delle elezioni americane, che videro la prima volta vincitore Obama, aveva il timore che vincessero i Repubblicani e se così fosse stato, sarebbe morto qui, lontano dal Suo Paese e dalla Sua fattoria, con tanti animali liberi, come piaceva a Lui ( l’ho fatta riemergere  dal vecchio sito ed è  in coda  al ricordo della  famiglia) .

Frank Belloni

 

Final Chapter

Do not go gentle into that good night,
Old age should burn and rave aat close of day;
Rage, rage against the dying of the light.

Though wise men at their end know dark is right,
Because their words had forked no lightning they
Do not go gentle into that good night.

Good men, the last wave bye, crying how bright
Their frail deeds might have danced in a green bay,
Rage, rage against the dying of the light.

Wild men who caught and sang the sun in flight,
And learn, too late, they grieved it on its way,
Do not go gentle into that good night.

Grave men, near death, we see with blinding sight
Blind eyes could blaze like meteors and be gay,
Rage, rage against the dying of the light.

And you, my father, my husband, my friend, there on the sad height,
Curse, bless, me now wih your fierce tears, I pray,
Do not go gentle into that good night.
Rage, rage against the dying of the the light.

Dylan Thomas

Frank has gone. He left us and his beloved “Seclusion” behind late last night. He truly made the very most of the time he was given. He fought until the end for the life he loved so dearly, but refused to linger once his suffering took him prisoner. He has left his suffering behind, being willing to carry on living only so long as he could do so to the fullest. He will be terribly missed.

” mancherà moltissimo anche a noi ! ”                                     Lettera di Frank 2008

 

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